Fabrizio De Andrè – Dolcenera [Video e Testo]


Famossissima canzone di Fabrizio De Andrè, il quale volle presentarla così:

Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell’innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra sé stesso e l’oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c’è l’alluvione che ha sommerso Genova nel ’70, dall’altra c’è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l’assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l’amore, ma lei è con l’acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all’esercizio del proprio potere assoluto.

Il video:

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E il testo:
Nera che porta via
che porta via la via
nera che non si vedeva
da una vita intera cosi’ dolnera nera
nera che picchia forte
che butta giu’ le porte
nera di malasorte
che ammazza e passa oltre
nera come la sfortuna
che si fa la tana
dove non c’e luna luna
nera di falde amare
che passano le bare
ma la moglie di Anselmo
non lo deve sapere
che e’ venuta per me
e’ arrivata da un’ora
e l’amore ha l’amore
come solo argomento
e il tumulto del cielo
ha sbagliato momento
acqua che non siaspetta
altro che benedetta
acqua che porta male
sale dalle scale
sale senza sale sale

acqua che spacca il monte
che affonda terra e ponte
ma la moglie di Anselmo
sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti
si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia
sul cavo dell’onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda
acqua di spilli fitti
dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie
per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi
tonnara di passanti
oltre il muro dei vetri
si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore
che dall’ansia di perdersi
ha avuto in un giorno
la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera
che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente
come un innocente
che non c’entra niente
fredda come un dolore
Dolcenera senza cuore
e la moglie di Anselmo
sente l’acqua che scende
dai vestiti incollati
da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato
da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo
che adesso le avanza
cosi’ fu quell’amore
dal mancato finale
cosi’ splendido e vero
da potervi ingannare

3 pensieri su “Fabrizio De Andrè – Dolcenera [Video e Testo]

  1. Fabrizio De André, un’ombra inquieta.
    Ritratto di un pensatore anarchico – Edizioni Il Margine

    Libro di Federico Premi
    Recensione di Laura Tussi

    Fabrizio De André ha sempre praticato consapevolmente l’esercizio del pensiero e la sua opera politica e musicale rappresenta una sapiente e radicale critica alla concezione borghese dell’esistenza.
    L’autore del libro, Federico Premi, avvalora questa ipotesi tramite l’analisi dei manoscritti inediti di De André, disponibili presso il centro studi Fabrizio de André dell’Università di Siena, dove appaiono ricorrenti i riferimenti alla tematica anarchica e alla critica della società borghese. “È tempo di tornare nomadi. Siamo stati sedentari per troppo tempo. Bisogna rimettersi in cammino”. Fabrizio De André continua a ripetere questo concetto nelle sue canzoni e nei moltissimi appunti manoscritti.
    La vita infatti è un continuo processo di metamorfosi, di cambiamento, di ricerca nella costante resistenziale e febbrile dell’erranza.
    Secondo De Andrè, l’anarchia, oltre che forma di autogoverno alternativa all’attuale sistema di potere, rappresenta il solo antidoto contro l’omologazione sociale e culturale, contro la pianificazione categorica e l’arbitrio imperante. Tra gli aspetti più inquietanti dell’immobilismo della società contemporanea è l’assuefazione universale alla logica capitalista. Il verbo del fondamentalismo capitalista si è imposto ovunque, operando una drastica reductio ad unum, un’inaudita uniformizzazione, pianificazione, normalizzazione del sistema e omologazione culturale. L’umanità dovrà attuare presto un nuovo sistema politico ed economico e una diversa e più virtuosa cultura del confronto e dello scambio, non più fondate esclusivamente sul torvo e bieco valore del profitto e del tornaconto, nella realizzazione di un’utopia sommessa e confessata in versi, all’interno di un discorso cifrato ed elusivo nelle canzoni di De André, che canta una critica serrata al mondo borghese del conformismo allineato. Infatti, borghese è, in ogni tempo, l’invincibile inerzia dello spirito, l’ossessione per l’agio e la stabilità, matrice di ogni idolatria, che costituisce il momento statico immortale dell’esistenza del singolo e della società. La morale borghese è mortifera, in quanto vuole bloccare il divenire, nella pretesa di uniformare, omologare, conformare e rendere tutti gli uomini simili fra loro, equivalenti, intercambiabili, perché il borghese si preoccupa di essere integrato, allineato e leale con il sistema. Un’autentica rivolta esistenziale consiste nel riconoscere il proprio stato di uomini colonizzati e allineati, per liberarsi dagli ingranaggi del sistema e divenire Anime Salve, riappropriandosi di se stessi e della propria vita in modo unico e originale. Il potere persuasivo di ogni sistema, fondato su valori fissi e indiscutibili, provoca paura e disorientamento per ogni diversità e alterità anarchica, opposta all’ingranaggio del quotidiano. Il borghese non sa riconoscere il proprio intimo essere, l’ “ombra inquieta” che si muove nelle pieghe dell’anima e della storia.
    Il Faber pensatore affronta dunque i temi della borghesia e dell’anarchia come categorie dello spirito, del potere e della costante resistenziale, tra morte, solitudine e natura, tra follia e diversità, per cui l’artista diviene anticorpo del sistema vigente e cantore di bellezza e utopia.
    Laura Tussi

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