Manichino sulla sedia elettrica: l’attrazione dell’Idroscalo


Al modico prezzo di un euro, è possibile osservare la simulazione di un’esecuzione capitale mediante sedia elettrica.
Il manichino, creato in lattice, è stato fissato ad una sedia, e reagisce agli stimoli elettrici con convulsioni e producendo fumo. La nuova attrazione non brillerà certo per buon gusto, ma, secondo gli organizzatori, “la gente ne va matta”.

Notizia appena arrivata:

Renzo Biancato, il giostraio proprietario della “Sedia elettrica show” del Luna park Idroscalo di Milano, è indagato dalla Procura del capoluogo lombardo per “offesa della pubblica decenza”. Dopo aver disposto il sequestro del manichino, il pm Antonio Sangermano ha iscritto Biancato sul registro degli indagati: in caso di condanna rischia di vedersi inflitta una sanzione pecuniaria.

4 Commenti »

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4 Risposte a “Manichino sulla sedia elettrica: l’attrazione dell’Idroscalo”

  1. Top Daikil dice:

    E’ veramente una cosa schifosa, indecente, secondo me una pena pecuniaria è insufficiente. Bisognerebbe fare cambiare mestiere a questo “giostraio”

  2. Top Val3ri0 dice:

    @Daikil: effettivamente non hai torto, però per quale motivo la “giostra” andava così bene? non sarà anche la società ad essere un po’ malata?

  3. Top Daikil dice:

    Di sicuro la società è malata, hai perfettamente ragione, ma bisogna riuscire a curarla e non lasciare che si ammali sempre di più… secondo me

  4. Top Matilde Perriera dice:

    Matilde Perriera, 56 anni, docente di italiano e latino al liceo classico
    “Ruggero Settimo” di Caltanissetta.
    Ho visto su Internet il video della finta esecuzione capitale in un parco giochi di Milano ideata dal giostraio Renzo Biancato. Noooo!!! Non sono una bigotta, ma mi schiero fermamente contro tale macabro intrattenimento che denunzia la morte di ogni valore spirituale. Il manichino che, seduto su una sedia elettrica, sobbalza, urla e infine soccombe folgorato dalla scarica elettrica, infatti, esalta inequivocabilmente la pena e, fatto ancor più grave, spinge i più giovani a non riflettere sulla gravità etica del rito. Non c’è niente di morale nell’omicidio legalizzato perché ogni uomo è dotato di diritti inalienabili di cui nessuno, nemmeno lo stato o l’autorità religiosa, dovrà mai privarlo. La scelta del soggetto, l’interesse degli astanti e, soprattutto, le risate in sottofondo di fronte alla sofferenza del condannato fanno dimenticare che si è di fronte, prima di tutto, a una creatura razionale e che la giustizia non guadagna mai dalla cancellazione di una vita umana. Se tutti i siti hanno i server che fanno fatica a sostenere il traffico, è proprio impellente eliminare assolutamente l’animazione; essa, infatti, introietta, nella mente e nel cuore dei giovanissimi che frequentano più regolarmente i parchi di divertimento, l’idea secondo cui un assassinio, seppur autorizzato dalla legge del taglione, possa cancellare un altro assassinio non solo non punito ma addirittura premiato o che le esecuzioni nel braccio della morte possano avere effetto deterrente.

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